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lunedì 28 novembre 2011

AGONIA DI UN REGIME

AGONIA DI UN REGIME




La difficoltà maggiore è che il regime si mostra palesemente impari alla lotta per la sopravvivenza alla crisi e compone leggi e documenti senza per nulla ledere i privilegi ingiusti accumulati e continuando ad inserire clausole di salvaguardia per le irregolarità commesse.Ma ad esso non si contrappone una opposizione in grado di affrontare l'emergenza. Se si pensa che l'Europa abbia potere e volontà di aiutare rimettendoci del proprio,si è al di fuori della realtà.
Nonostante le cattive ed agitate e non limpide acque nelle quali nuota, è l'Italia
che ,da sé, deve trovare la forza di risorgere.
L'appello reiterato del Presidente della Repubblica a collaborare insieme ed a farsi guidare dai migliori e più esperti politici ed economisti riassume la situazione in maniera chiara ed indica,in modo trasparente, come si possa aprire la porta alla speranza.
Intanto l'indice più significativo del degrado della nazione, quello della disoccupazione giovanile, ha raggiunto un punto di non ritorno. Le zone di Italia
nelle quali la disoccupazione giovanile è arrivata al 28% e neanche i giovani più preparati e qualificati trovano occupazione,avranno forse un residuo di società civile,ma è chiaro che la maggiore azienda ,cioè la malavita,guida e fornisce la sopravvivenza.
In queste zone non vi è una attività di rifugio.Le città, le campagne avrebbero bisogno di essere recuperate.Questo recupero costituisce il presupposto della ripresa.Per questo lavoro forse non sarebbe sufficiente il numero di giovani disoccupati. E vi sarebbe bisogno solo di disciplina rigida e di controllo rigoroso del lavoro.Quando le campagne e la costa avessero riacquistata salubrità e le città la loro vivibilità ordinaria, sicura e serena,il Meridione sarebbe fonte di ricchezza e motore di progresso. Ma ci vorrebbero dirigenti onesti e coraggiosi ed al servizio degli altri e non di sé.
Intanto,invece di incentivare una ripresa, si tartassano i poveri.
Le quattro aree nelle quali maggiormente avviene la premitura del deboli,sono:
il lavoro,la scuola, la sanità,la previdenza sociale.
Intanto,nonostante l'attacco socialradicale -le unioni gay,le unioni di fatto ,l'aborto ecc...- a dispetto del relativismo religioso e del massimalismo tecnico scientifico -la famiglia resiste e, nel bisogno, rinsalda i suoi legami.
Vi è bisogno che le famiglie si uniscano, si leghino tra loro,difendano i propri diritti e fruttino,in prospettiva,una classe dirigente che non badi ai propri affari ma a quelli del popolo. Questo rispetto dell'etica è, di questi tempi imprescindibile. Senza di esso non si apre la porta della speranza verso l'avvenire.

LA PORTA DELLA SPERANZA








LA PORTA DELLA SPERANZA


L’ economia usa masse di esseri umani come componenti di servo unità.
I singoli governi o, come sarebbe augurabile, il governo dell’ UE, che
dovrebbe esserci e non c’è, dovrebbero orientare l’economia ed il mercato
verso il benessere  di tutti. Avviene, invece, che la dinamica della scala
sociale venga rallentata fino alla scomparsa del raccordo tra la base e la cima.
La ricchezza prodotta doveva essere distribuita, secondo criteri di necessità
di equità e di merito, viene ,invece redistribuita dal basso verso l’alto.
La crisi è un accumulo di ricchezza nelle mani di una minoranza. E’ vero che devono
essere attuate, in Italia, riforme di adeguamento ad oggi di uno stato sociale
fermo da troppo tempo. E’ vero  anche che devono essere varate regole di
orientamento e di azione capaci di indirizzare al bene comune e non all’esclusivo
interesse di pochi l’azione economica.
Per effetto dell’attuale crisi  si assiste all’indebolimento del sistema politico. Di
esso vengono giustamente rilevati i difetti di auto gratificazione, non solo a
livello di organi  di governo – centrali e locali – ma di sistemi parastatali indotti.
Il rimedio è il rigore della disciplina, la trasparenza dell’azione, la chiarezza
e la pubblicazione leggibile della contabilità. Tutto nella quantità di un possibile
ormai irrinunciabile.
Certamente  un popolo è un organismo complesso. Considerando al centro l’individuo,
diremo che esso vive e si muove entro cerchi di raggio sempre maggiore,
corrispondenti  a comunità di grado via via crescente e tutte scindibili. L’ultima
comunità non è più scindibile ed è elemento costitutivo delle comunità più complesse.
Quando il dominio arriva alla scissione della famiglia la nazione si avvia al degrado
ed il ricambio non è più assicurato.
Leggiamo, nel tentativo di interpretare la gravità di questa crisi, la sua incapacità
di garantire una sopravvivenza alla civiltà dell’uomo, il danno che da essa hanno
ricevuto le famiglie ed, in particolare, la loro proiezione verso l’avvenire, cioè
i giovani ed i bambini.
Giuseppe de Rita :”La povertà arriva nelle situazioni che fino a 5 anni fa erano il
presidio della nostra ricchezza.”
Il 50% delle famiglie italiane non arrivano a fine mese.
Il 15% dei nuclei familiari deve intaccare ogni mese i propri risparmi ed il 5%
ricorrere ad aiuti e prestiti.
In Italia vi sono 10 milioni 229 mila minori. Di essi il 18% vive in povertà ed il 6,5% in
condizione di povertà assoluta.
Il divario Nord-Sud per la povertà delle famiglie ed i minori poveri è cresciuto. A
Nord si resta nell’ordine delle unità. Nel Molise sono povere il 16% delle famiglie,
in Campania il 23%, in Basilicata il 28%,in Sicilia il 27%.
I minori poveri in Sicilia sono il 44%, in Campania il 39,9%,in Basilicata il 31%.
Su questa situazione di crisi e di povertà incide in maniera decisiva l’intervento
restrittivo del Welfare sulla sanità e sulla scuola.
Nella sanità gli esami clinici – sia le analisi che gli esami radiografici – sono a carico
del privato e l’attesa per una visita specialistica può arrivare all’anno.
La maniere di agire  e l’esagerata remunerazione del personale
dirigenziale, amministrativo, di collaborazione esterna non sono proprie di chi,
nell’ambito di una giustizia sociale rinnovata, aspiri a far rinascere la Nazione.
In effetti meraviglia il permanere di privilegi ed abusi nel personale addetto ad una
istituzione, proprio di chi ancora non si rende conto che il permanere e migliorare
  della istituzione a servizio dei cittadini,dipende dal comportamento di ognuno.
  La prima ed essenziale riforma che il governo deve varare è quella che impone
  il rispetto dei fini istituzionali e che ogni azione sia coerente con essi. In ogni grado.
  Così il Presidente del parlamento,come il singolo parlamentare,come lo
  stesso usciere, né una istituzione può possedere un organico superiore a quello
 necessario  a garantire il suo funzionamento.
  In conclusione non si devono eliminare le pensioni di invalidità,ma si devono attribuire
   ai soli invalidi. Se il cittadino cozza contro l’inevitabilità del rispetto della norma,
 e, trascinando a rovina tutto il mondo clientelare, comprende che l’istituzione
  è sua, nasce la possibilità  di vivere in una nazione civile, la possibilità di vivere
  senza poveri, di vedere aperta all’Avvenire la Porta della Speranza .Se nasce il
 Cittadino, l’Italia rinasce più bella,più forte,più ricca di ieri.
  E’ per questa ragione che le famiglie si devono unire, perché comprendano che è loro
  interesse, interesse delle famiglie, difendere le ASL come ogni singola scuola, come i
  Sindacati e provvedere che funzionino davvero e lo facciano in maniera onesta e
 trasparente.
  Si è quasi quasi arrivati in una situazione in cui l’etica si accoppia all’efficienza e
  garantisce  benessere e civiltà nel rigore della trasparenza.

VIVA LA FAMIGLIA


mercoledì 19 ottobre 2011


Questa crisi economica mangia una parte consistente del risparmio delle famiglie. Rende precarie le condizioni di lavoro ed incerti i salari,incerta la sicurezza alimentare e la sanità.insicuri i diritti umani e la previdenza sociale,istruzione e ricerca,la stessa funzione delle istituzioni e della democrazia.

Il neo liberismo,origine e causa del male di oggi,tende a realizzare una sottomissione totale dell'esistenza alla razionalità economica,cioè al guadagno,l'uomo e l'ecosistema.

Questo dominio assoluto porta alla distruzione della civiltà ma procura,ed, in tante parti dell'Africa ha già causato,la morte della natura e delle popolazioni. L'aggressione oggi la porta al mondo occidentale e noi abbiamo scarse probabilità di sottrarci al tramonto definitivo della società e della vita,se non ricorriamo alla difesa passiva gandhiana della cellula fondante della civiltà, cioè della Famiglia.
Nella famiglia crescono i piccoli con il latte materno. Ed è proprio la figura della madre che il liberismo tende a cancellare. Le leggi sulla maternità rimangono inapplicate e la maternità stesssa è un ostacolo al lavoro.E così il liberismo colpisce scuola e formazione, cioè le speranze dei giovani, la speranza che ci sia una civiltà, che si rinnovi e non si spenga del tutto.

Viva la Famiglia. Insieme si resiste alla coda del Diavolo, perché non rimanga inascoltata la voce della Madonna.Ha parlato di un asssalto totale non solo alla vita dell'uomo ma alla stesssa vita del creato. ALMA MATER.
Fa che questa alleanza,questa Lega delle Famiglie,si realizzi in ogni luogo, che dandoci una mano nel segno della Trinità Beata resistiamo agli attacchi, ai piccoli un nido caldo e protetto,ai giovani la speranza dell'Avvenire, agli anziani l'assistenza familiare necessaria e la serenità di lasciare una vita che persiste e si vivifica di nuovo. Siamo forti perché Gesù ci accompagna lungo la strada della salvezza.