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lunedì 23 gennaio 2012

SANTITA' DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA


 

L'uomo e la donna, che per il patto di amore coniugale «non sono più due, ma una sola carne» (Mt 19, 6), prestandosi un mutuo aiuto e servizio con l'intima unione delle persone e delle attività, esperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la raggiungono.
Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l'indissolubile unità.
Cristo Signore ha effuso l'abbondanza delle sue benedizioni su questo amore multiforme, sgorgato dalla fonte della divina carità e strutturato sul modello della sua unione con la Chiesa.
Infatti, come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un patto di amore e fedeltà, così ora il salvatore degli uomini e sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Inoltre rimane con loro perché, come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa, così anche i coniugi possano amarsi l'un l'altro fedelmente, per sempre, con mutua dedizione.
L'autentico amore coniugale è assunto nell'amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dall'azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi, in maniera efficace, siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nella sublime missione di padre e madre.
Per questo motivo i coniugi cristiani sono corroborati e come consacrati da uno speciale sacramento per i doveri e la dignità del loro stato. Ed essi, compiendo in forza di tale sacramento il loro dovere coniugale e familiare, penetrati dallo spirito di Cristo, per mezzo del quale tutta la loro vita è pervasa di fede, speranza e carità, tendono a raggiungere sempre più la propria perfezione e la mutua santificazione, e perciò insieme partecipano alla glorificazione di Dio.
Di conseguenza, prevenuti dall'esempio dei genitori e dalla preghiera in famiglia, i figli, ed anzi tutti quelli che convivono nell'ambito familiare, troveranno più facilmente la strada della formazione umana, della salvezza e della santità. Quanto agli sposi, insigniti della dignità e responsabilità di padre e madre, adempiranno diligentemente il dovere dell'educazione, soprattutto religiosa, che spetta prima di ogni altro a loro.
I figli, come membra vive della famiglia, contribuiscono pure a loro modo alla santificazione dei genitori. Risponderanno, infatti, ai benefici ricevuti dai genitori con affetto riconoscente, con devozione e fiducia; e saranno loro vicini, come si conviene a figli, nelle avversità e nella solitudine della vecchiaia.

mercoledì 11 gennaio 2012

Caro fratello in Cristo



Caro fratello in Cristo,

mi spinge a scriverti la volontà di venir fuori da questo lago di miseria e di corruzione
che tende ad affondarci.
Esiste oggi necessità di unirsi nella difesa del diritto che a ciascun cittadino italiano
deriva dalla Costituzione, vedere soddisfatti i propri bisogni primari. E’ necessario
unirsi gli uni agli altri in questo tempo di miseria e di incredulità.

Prima della crisi economica attuale secondo l’Istat 2,6 milioni di famiglie vivevano al di sotto della soglia di povertà.
 Nel  2010 l’ISTAT calcola 1.156.000 famiglie in povertà assoluta, cioè impossibilitate a soddisfare i propri bisogni primari (4,6% delle famiglie italiane) e 2.734.000 (11%)
in povertà relativa,famiglie che, per arrivare a fine mese, devono intaccare i propri risparmi oppure ricorrere a prestiti.
La situazione è peggiorata perché si sono aggiunti 300.000 nuovi disoccupati ed un aumento del 30% del costo della vita. I disoccupati ed il costo della vita continuano ad aumentare.
Le famiglie derivanti da unioni non sacramentali hanno difficoltà a mantenersi unite in queste emergenze. Le famiglie cattoliche riescono nella fede a sopportare le difficoltà ed a progettare un riscatto.
L’associazione delle famiglie cattoliche italiane è necessaria perché:
a)vivendo nella fede si affrontano con forza e serenità i momenti difficili;
b)vivendo il secondo comandamento gli uni aiutano gli altri;
c)nella loro unione le famiglie riescono ad opporsi in maniera vincente alle prepotenze di cui vive e si consuma il mondo di oggi.
L’Italia degli anni del benessere e del welfare è nata da iniziativa ed azione cattolica.
Non dimentichiamolo.
Lo spirito di “Evangelizzazione e Promozione umana che la Chiesa, sin dagli anni settanta,ha proclamato e diffuso nel mondo, trova oggi in Italia un campo di applicazione che ci consentirà di riscattarci dal bisogno e dalla corruzione.
La mia proposta perciò è di costituire nel nome di “Cristo Regni”   “l’Associazione della famiglie cattoliche italiane”.
Comincia ad edificarla come operaio laborioso nella tua Parrocchia.
Rispondimi.
Confortami dicendo che condividi la mia idea. Oltre quelle dette vi sono altre mille ragioni per attuarla.
Aspetto con ansia il tuo parere

e-mail: termag@hotmail.it                        Vincenzo   Cicala

martedì 3 gennaio 2012

IL PRIMATO DELLA DEMOCRAZIA

Un popolo legato alla sua storia,alla sua  terra, ad una maniera di vivere e di produrre capace di mantenere e di migliorare le sue condizioni di vita ed il grado di civiltà, di equità e di giustizia raggiunto,è un popolo capace di amministrarsi ed allora  Viva la Democrazia.
Il Primato della Democrazia è proprio l'espressione di una maturità civile.Quando questa non si raggiunge e rimane solo una minoranza a praticare una laica virtù democratica,si arriva ai saturnali celebrati in quello che dovrebbe essere il santuario della vita civile,il Parlamento.
La memoria corre naturaliter alla scena del discorso di Prodi alla Camera,che, sicuro di essere in minoranza,volle ottenere la sconfitta nella sede deputata,per rigoroso rispetto verso l'espressione della volontà popolare e perché disse,e non è stato smentito dai fatti,che sarebbero seguiti anni bui.
Forse la storia cominciò da Tangentopoli con lo sfascio dei partiti.L'errore di fondo fu nel non rendere lecito e pubblico il finanziamento dei partiti e di considerare ugualmente ladro chi ha raccolto per finanziare il partito e chi ha intascato in proprio.Dal disfacimento dei partiti e dalla diffusa e spesso provata convinzione della loro corruzione,nacque l'antipolitica di Forza Italia:il rigetto della politica,il
"ghe pensi mi". Avrebbe permesso che il benessere dei politici diventasse benessere popolare.Anche la giustizia del "pool" di Borrelli non avrebbe impressionato più di tanto potendosi ad essa sfuggire con continue legiferazioni
ad personam.Ed il fatto di insediare la contrapposizione tra l'amministrazione della  giiustizia ed il Parlamento stesso,ha rotto l'equilibrio dei poteri finché ciascuno ha agito oltre i propri limiti per difendere il proprio prestigio ed il proprio interesse. Si è venuta a creare una classe di potere dominante e, di riflesso, sono proliferati,anche a livello di enti locali,anche a livello di parastato le oligarchie del potere e degli affari.
Il carattere fideistico di una ideologia neoliberale tesa alla difesa degli affari propri e del proprio gruppo ha avuta influenza determinante "sull'immaginazione e sull'agenda politica del PCI (tramontata l'antica aspirazione di Togliatti di unire
il popolo cattolico e quello di sinistra,ripresa dalle "vie parallele" di Aldo Moro ucciso da una congiura di servizi segreti,tra il pianto di Paolo VI e l'indifferenza dei politici al potere,la sinistra italiana si è data al relativismo ed al culto
liberalsoicialradicale degli affari).
Nel novecento la struttura della società si articolava in classi.La classe era un
insieme omogeneo per censo, cultura,costume di vita. Con il tramonto dell'insieme classe la scala sociale ha teso sempre più ad assottigliare la parte media,ad avere la ricchezza concentrata al vertice nelle mani del 10% della popolazione ed un'ampia e popolosa estensione alla base sui livelli dell'appena sufficiente,parzialmente sufficiente ed insufficiente per vivere.
Tra gli estremi della scala sociale si pone un insieme eterogeneo vario ed impossibile da unificare per costumi ed origini completamente diversi.
In questo tipo di società, alla crisi dei valori si è aggiunta una crisi economica
che ha intaccato le basi dell'organizzazione della produzione.
Nella incapacità manifesta della classe politica di affrontare l'assalto di una speculazione che si espande in una economia informatica,dove il guadagno speculativo è reale,l'oggetto  commercializzato può essere virtuale, si è avanzata l'ipotesi ed attuato il governo tecnico oggi vigente.
Il governo tecnico si è prospettato allora come sostitutivo ed alternativo alla perenne ed inconcludente dialettica degli opposti schieramenti.
Alla ricerca di un argine efficace alla crisi economica ed al superamento della incapacità decisionale di un parlamento ingessato dagli interessi delle lobby, gruppi di potere interni ed esterni al parlamento ma,comunque,agganciati e
determinanti per l'orientamento e le decisioni di esso.
La diffusione dell'affarismo,la legge elettorale,la rappresentanza parlamentare divenuta aristocrazia del potere, l'uso ad personam del legiferare divenuto con le leggi ad personam un mezzo per evitare la severità della giustizia,avevano nei fatti creato un blocco della democrazia,per cui la rappresentanza parlamentare
difendeva gli interessi di parte,ma non legiferava per il popolo.
Il governo tecnico è allora apparso ed era l'unico rimedio accettabile,poiché andare al voto, con quella legge elettorale e quella casta padrona,non avrebbe cambiato nulla ma ,sicuramente, avrebbe portato l'Italia al fallimento.
Con il governo tecnico il default viene evitato,ma le caratteristiche della tecnica,l'oggettività dell'esame critico e la conseguenzialità delle decisioni, hanno ferito il popolo.Considerata la difficoltà - televisivamente dichiarata- di identificare i cespiti e la necessità di provvedere al reperimento delle somme della manovra senza incontrare ostacoli capaci di rimandare a casa il governo, si sono colpiti poveri e deboli. Da un parlamento con democrazia bloccata ad un governo tecnico che esamina con cruda obbiettività e decide di conseguenza.Né i poveri
né i deboli sono colpiti solo dalla manovra,ma anche dall'aumento del costo della vita che imporrà, in un anno, migliaia di euro di
sacrifici. Ma più grave, pericolosa per la salute, è la rarefazione dell'assistenza.
I governi centrale e locali sono incapaci di cancellare prebende concertate in ristrette riunioni interpartitiche, previdenze enormi, stipendi da ricconi e pensioni baby che gonfiano la spesa pubblica. Il governo tecnico ha da subito avuta coscienza di non poter cancellare gli abusi. E' andato, per sua chiara ed espressa ammissione, nel fattibile. Vi sono alcuni provvedimenti al limite della legalità - come la cancellazione con effetto retroattivo di diritti già acquisiti - che provocano inquietudine sociale ed istigano la mobilitazione civile.
Non era pensabile che un governo di tecnici,del massimo livello,potesse salvare
l'Italia dal default e contemporaneamente rappresentare i bisogni dei cittadini e
mantenere l'approvazione universale. Il consenso che esso mantiene è dovuto al fatto che riesce a trattenere l'Italia dal baratro.Adotta i provvedimenti compatibili
con il consenso dell'attuale parlamento.Nessuno può dire che questo parlamento rappresenta gli interessi del popolo italiano,perché rappresenta quelli della casta padrona. Sebbene il comportamento del governo appaia corretto e nei fatti sembra raggiungere l'obbiettivo prefissato di evitare il default, si può dire che esso non rappresenta il popolo italiano, così come non lo rappresenta l'attuale
parlamento.Come saremmo potuti,altrimenti, arrivare alla scala sociale del 10% dei ricchi e del 90% tra l'appena sufficiente, parzialmente sufficiente ed insufficiente per vivere? Poter vivere tutti da cittadini che hanno dignità e mezzi sufficienti e sicurezza ed etica ed amore per la propria terra in maniera da non devastarla significa essere Democrazia. E poiché nessuno ha saperi ed educazione innati occorrono buoni maestri. E poiché i maestri devono conoscere l'arte di bene amministrare occorre che siano onesti capaci e dotti politici.