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mercoledì 11 gennaio 2012

Caro fratello in Cristo



Caro fratello in Cristo,

mi spinge a scriverti la volontà di venir fuori da questo lago di miseria e di corruzione
che tende ad affondarci.
Esiste oggi necessità di unirsi nella difesa del diritto che a ciascun cittadino italiano
deriva dalla Costituzione, vedere soddisfatti i propri bisogni primari. E’ necessario
unirsi gli uni agli altri in questo tempo di miseria e di incredulità.

Prima della crisi economica attuale secondo l’Istat 2,6 milioni di famiglie vivevano al di sotto della soglia di povertà.
 Nel  2010 l’ISTAT calcola 1.156.000 famiglie in povertà assoluta, cioè impossibilitate a soddisfare i propri bisogni primari (4,6% delle famiglie italiane) e 2.734.000 (11%)
in povertà relativa,famiglie che, per arrivare a fine mese, devono intaccare i propri risparmi oppure ricorrere a prestiti.
La situazione è peggiorata perché si sono aggiunti 300.000 nuovi disoccupati ed un aumento del 30% del costo della vita. I disoccupati ed il costo della vita continuano ad aumentare.
Le famiglie derivanti da unioni non sacramentali hanno difficoltà a mantenersi unite in queste emergenze. Le famiglie cattoliche riescono nella fede a sopportare le difficoltà ed a progettare un riscatto.
L’associazione delle famiglie cattoliche italiane è necessaria perché:
a)vivendo nella fede si affrontano con forza e serenità i momenti difficili;
b)vivendo il secondo comandamento gli uni aiutano gli altri;
c)nella loro unione le famiglie riescono ad opporsi in maniera vincente alle prepotenze di cui vive e si consuma il mondo di oggi.
L’Italia degli anni del benessere e del welfare è nata da iniziativa ed azione cattolica.
Non dimentichiamolo.
Lo spirito di “Evangelizzazione e Promozione umana che la Chiesa, sin dagli anni settanta,ha proclamato e diffuso nel mondo, trova oggi in Italia un campo di applicazione che ci consentirà di riscattarci dal bisogno e dalla corruzione.
La mia proposta perciò è di costituire nel nome di “Cristo Regni”   “l’Associazione della famiglie cattoliche italiane”.
Comincia ad edificarla come operaio laborioso nella tua Parrocchia.
Rispondimi.
Confortami dicendo che condividi la mia idea. Oltre quelle dette vi sono altre mille ragioni per attuarla.
Aspetto con ansia il tuo parere

e-mail: termag@hotmail.it                        Vincenzo   Cicala

2 commenti:

  1. Forse ci saranno i matrimoni gay,forse ci saranno le unioni libere, ma, se ci sono figli dove vanno se si scioglie l'unione e vanno verso altre abitudini e simpatie.Poveri bambini, ma poveri anche i cosiddetti coniugi che si uniscono ma si lasciano. Quanti delitti si commettono e quante irregolarità.Eppure c'è miseria.Miseria sì e magari vendita o nuovo accasaggio del proprio corpo.Quel rispetto rigoroso della persona Dio non lo vuole perché giova a Lui ma perché giova alla creatura e la salva dopo la morte.

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  2. Ciao mi hai chiesto un commento. Anzitutto sono d'accordo con te sulle puntuali considerazioni che fai sulla famiglia. Per quanto mi riguarda devo dirti che, nella mia Parrocchia, operiamo come Azione Cattolica in difesa della famiglia intesa come voluta da Dio Creatore.

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